Presentazione “Studi danteschi”, di Ettore Donadio

Sabato 12 Giugno 2021 – ore 17:30, presentazione del libro di Ettore Donadio, “Studi Danteschi“. Intervengono Filomena Carrella (Giornalista), Marianna Guida (Docente di italiano nei licei) e Ettore Donadio (Autore del libro).

Dettagli:

«Le celebrazioni nel 2021 per il settimo centenario della morte di Dante Alighieri rappresentano un’occasione davvero eccezionale per presentare e ricordare a tutti gli Italiani (anziani e giovani, persone colte e non) come sia centrale e indispensabile la figura del nostro sommo poeta sia nel nostro panorama letterario che, in generale, nella cultura italiana e anche internazionale.

In un periodo “tristo”, come quello attuale, dove quotidianamente vengono mortificate tutte le identità nazionali e in particolar modo quelle linguistiche, con l’obiettivo, ormai neanche più tanto nascosto, di annientarle per edificare una società non multiculturale, ma in effetti sostanzialmente “monoculturale”, cioè in effetti “la società liquida del nulla”, così come l’ha magistralmente definita il filosofo e sociologo contemporaneo Zygmunt Bauman nella sua opera più significativa, intitolata “Modernità liquida”, ci è sembrato opportuno pubblicare codesto libro.

Del resto nella nostra nazione, ormai da molto tempo, in particolare, a nostro avviso, dall’improvvida abolizione dell’insegnamento della lingua latina nella scuola secondaria di primo grado (quella che più semplicemente veniva chiamata scuola media), abbiamo assistito ad un livello sempre più basso della serietà degli studi che a lungo andare ha prodotto purtroppo specialmente nelle generazioni più giovani, una sorta di semi-analfabetismo di massa, nei riguardi della lingua italiana. Assistiamo infatti ad uno spettacolo veramente indecoroso se leggiamo i libri prodotti negli ultimi tempi da autori che nei loro testi scritti presentano non solo imperfezioni linguistiche, ma a volte addirittura intollerabili e clamorosi strafalcioni, frutto evidentemente di una pregressa formazione culturale lacunosa e raffazzonata.

E allora, per le cose fin qui affermate, anche noi nel nostro piccolo ambito e con la nostra modestia, con questo testo vorremmo cercare nel contempo di celebrare il Sommo Poeta e poi, anche se molto parzialmente, di risollevare le sorti del nostro idioma e della nostra cultura. A questo scopo abbiamo deciso di ripubblicare dei saggi specifici, che pongono l’attenzione, nonché la riflessione, sul canto trentunesimo dell’INFERNO e sul canto diciannovesimo del PARADISO, che già in altra edizione sono stati oggetto di grande interesse e particolare apprezzamento da parte di numerosi critici e studiosi della Divina Commedia.

Riproponendo codesti saggi in maniera più attuale e quindi maggiormente coinvolgente, siamo sicuri di fare cosa gradita a tutti coloro che ci onoreranno con la loro lettura e con il loro interesse.»

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